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Le operazioni di impianto dell’oliveto hanno una importanza fondamentale sulla successiva riuscita della coltivazione.

Numerosi sono i fattori da tenere in considerazione prima di procedere nella creazione di un impianto:

 

  •  Caratteristiche climatiche delle zona (temperatura, piovosità, irraggiamento e vento);

 

  • Caratteristiche del terreno (esposizione, pendenza, tessitura, composizione chimica);

 

  • Produzione e gestione dell’oliveto (irrigazione, raccolta, destinazione del prodotto).

 

 

Una volta che sono stati presi in analisi i vari fattori citati, si procede nelle operazioni di impianto che sono:

 

  • Scelta della disposizione delle piante rispetto alla pendenza, poiché l’olivo è spesso coltivato in terreni con pendenza che oscillano tra il 5 ed il 30% occorre sistemare la superficie e disporre le piante in maniera da difendersi dalle acqua di ruscellamento. Quindi a seconda delle pendenza si useranno, con pendenze fino al 5% impianti che seguiranno le curve di livello, per pendenze superiori si utilizzeranno sistemazioni a girapoggio o i terrazzamenti;

 

  •  Livellamento del terreno;

 

  • Scasso, oggi si ricorre quasi sempre allo scasso totale ad eccezione che nei terreni più leggeri, che sono per loro natura ben areati e non creano resistenze allo sviluppo dell’apparato radicale. Nei terreni pesanti se il terreno non è stato precedentemente lavorato, l’olivo crescerà in modo stentato così da ritardare l’entrata in produzione. Nei terreni vergini lo scasso ha anche lo scopo di portare in superficie eventuali rizomi dannosi all’olivo.Il momento migliore per effettuare questa operazione agronomica, è nel periodo primaverile-estivo, in modo che durante il successivo periodo invernale il terreno sia esposto agli agenti atmosferici che ne migliorano le caratteristiche fisiche.

 

  • Drenaggio, è fondamentale per l’olivo data la sua forte sensibilità all’asfissia radicale;

 

  • Messa a dimora delle piante, prima di procedere alla messa a dimore delle piante, vi è un passaggio di estrema importanza, la densità d’impianto. La densità di impianto influenzerà ogni tipo ti operazione che sarà necessario faro nell’impianto, influenzerà la qualità del prodotto, la quantità del prodotto, il numero di piante che dovranno esser acquistate, la meccanizzazione dell’impianto, la quantità di acqua necessaria per l’irrigazione ecc.Vediamo ancora oggi sesti d’impianto molto ampi che venivano impiegati nel 1900 dove si trovano 100 piante per ha, siamo poi passati ad un’olivicoltura più specializzata con sesti d’impianto di 6,5 mt x 6,5 mt (236 piante ha), poi ad impianti intensivi con sesti d’impianto di 6 mt x 3 mt (330-450 piante ha), per poi arrivare ad impianti superintensivi con sesti d’impianto di 4mt x2 mt (1.250-1450 piante ha).Una volta che è stata decisa la densità d’impianto si procede alla messa a dimora delle piante, le piante vengono messe a dimora in due periodi: in autunno, la messa a dimora in questo periodo consente di evitare gli interventi di irrigazione, ma espone al rischio delle forte gelate nel periodo invernale e primaverile, la messa a dimora in primavera invece sfugge al rischio delle gelate ma obbliga il coltivatore a fornire le piante delle necessaria quantità di acqua così da evitare stati di stress nelle piante appena messe a dimora.È importante che sul fondo della buca dove poi verrà messa la pianta venga aggiunto del concime a lenta cessione.La pianta nei primi anni dall’impianto deve esser sostenuta da un solido tutore.

 

  • Irrigazione, non ultima per importanza è l’irrigazione, è stato dimostrato che un olivo correttamente irrigato cresce meglio e produce di più, senza andare ad influire negativamente sulle caratteristiche organolettiche dell' olio.